L'Italia è un Paese energivoro
- Redazione Ekobonus

- 21 ago 2020
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 4 set 2020

Il nostro Paese da sempre vive non è mai stato autosufficiente da un punto di vista energetico e solo da pochi anni ha cominciato a sfruttare le energie rinnovabili con maggior intensità. Il sistema, che è stato costruito negli anni dal dopo guerra ad oggi, ci ha sempre visto acquistare da altri Stati le risorse energetiche per alimentare i processi produttivi. Oggi finalmente abbiamo la possibilità di abbattere notevolmente la bolletta energetica nazionale attraverso il meccanismo di incentivazione sottoforma di Ecobonus, risollevando un'economia in difficoltà per cercare di diventare sempre più un Paese quasi autosufficiente.
Questo potrà avverarsi partendo con la riqualificazione delle nostre abitazioni.
La sfida che ci attende è ormai di solo andata dove dobbiamo competere contro tutti e vincere a tutti i costi.
L'Italia è un Paese energivoro
L’Italia da sempre è un Paese povero di risorse energetiche.
La consapevolezza di questa situazione ebbe inizio dopo la guerra del Kippur nel 1973, quando l'Europa intera e gli stessi Stati Uniti attraversarono la prima vera crisi energetica dovuta alla mancanza di petrolio.
In Italia arrivò quindi la consapevolezza che bisognava evitare gli sprechi che fino ad allora si erano perpetrati. Tra i settori a maggior spreco energetico vennero individuati l'industria, i trasporti e il settore civile. Fu quello civile alla fine ad essere considerato il più strategico per iniziare a modificare la rotta.
Venne quindi emanata la prima Legge 373/1976 che imponeva le direttive sui primi provvedimenti da attuare, sia per diminuire le dispersioni termiche degli edifici che per delineare i criteri da tenere in conto nell'installazione degli impianti termici.
Tutto questo a cosa ha portato?
A metterci di fronte alla mancanza di controllo sulle emissioni di anidride carbonica.
L'Italia dunque ha dovuto mettere in pista una manovra importante e per questo l'ecobonus al 110%, dovrà aiutare il nostro Paese a rientrare nelle quote di CO2 che la Comunità Europa ci chiederà a breve.
La Cop26 di Glasgow sarà decisiva per le sorti del mondo sulle emissioni di CO2.
In particolare l'Italia con l'Ecobonus potrà arrivare preparata e con un piano preciso già in atto per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

Ecobonus nel tempo
Dal 2011 al 2018 i risparmi energetici ottenuti grazie a misure di efficienza energetica sono stati pari a 10,4 Mtep/anno di energia finale, pari al 67% dell’obiettivo previsto dal Piano d’Azione Nazionale per l'Efficienza Energetica (PAEE) e dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN) al 2020.
Tali risparmi derivano per oltre il 50% dai Certificati Bianchi e dalle detrazioni fiscali in parti pressoché uguali. A livello settoriale, il residenziale ha già ampiamente superato l’obiettivo atteso al 2020; l’industria e i trasporti sono a metà del percorso previsto. Nel complesso, è stato conseguito poco più dei due terzi dell’obiettivo atteso previsto.
Tutte le misure adottate nel settore dell’efficientamento a partire dal 2011 hanno portato nel 2018 ad un risparmio di due miliardi e settecento milioni di euro per minori importazioni di gas naturale, evitando emissioni rispetto al 2005 pari a circa 39 milioni di tonnellate di CO2.
Questi sono i principali risultati del rapporto annuale 2019 sull’efficienza energetica, che offre degli approfondimenti sull’efficienza energetica nell’industria, la povertà energetica, gli strumenti finanziari disponibili, il contratto di prestazione energetica, gli edifici NZEB, e le principali azioni di comunicazione e informazione attuate per promuovere la cultura dell’efficienza energetica nel Paese.




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